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Giuseppe Crestadoro: Mosè riceve le Tavole della Legge
« Indietro | S. Maria Maggiore | Olivio Sozzi | Vito D'Anna | Giuseppe Crestadoro | Vincenzo Sinatra Giuseppe Crestadoro nasce a Palermo nel quarto decennio del Settecento. Si forma nella bottega di Vito d’Anna di cui sarà collaboratore. Dopo il 1760 si trasferisce a Messina. E’ presente nella Sicilia sud-orientale dal 1777 al 1779 per la realizzazione di diverse opere a Sortino. Nel 1783 dipinge a Ispica, nella sagrestia della chiesa di Santa Maria Maggiore, Mosè che riceve le Tavole della Legge, copia di un dipinto del Giaquinto nella cappella Ruffo di S. Lorenzo in Damaso a Roma. Successivamente lo troviamo a Siracusa, ad Agrigento, a Messina e in diversi centri siciliani. Muore a Messina nel 1808. Il suo repertorio iconografico riprende moduli stilistici del Giaquinto, del Conca e della pittura napoletana. La sua facilità esecutiva non è sorretta da un’originale tensione inventiva.
Il dipinto utilizza gamme cromatiche molto chiare in un impianto sempre complesso, adeguandosi, in questo, allo stile degli affreschi del Sozzi. L’opera è al centro di una decorazione neoclassica con medaglioni allegorici in monocromato. Sempre nella sagrestia si conserva un interessante ritratto di un membro della famiglia Statella. |
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Realizzazione: Studio Scivoletto